Je suis simone (la condition ouvrière)

giovedì, marzo 18th, 2010

L’esperienza di lavoro in fabbrica di Simone Weil, dal 4 dicembre 1934 all’agosto 1935.
Girato a Parigi presso l’Ile Seguin (periferia sud di Parigi), Rue Lecourbe, Port Saint Cloud, Ville de Saint Cloud; un film di Fabrizio Ferraro con Claudia Landi, Giovanna Giuliani, Natacha Eychenne Emmanuel Rovillier, Kamal Boukarras, Ilaria Tramacere, Marco Teti, Antonio Sinisi, Yvonne Leclerc, Martin Barriè, Léon Mouquet, Eugénie Forestier. Testo tratto da « La Condition Ouvrière » di Simone Weil, oggetti e costumi Stefano Gaeta, Fiammetta Mandich; suono Klothé, Morgan Bennett. Produzione Ferraro / Sinisi.

Note brevi (JE SUIS SIMONE) di Fabrizio Ferraro

Un film che parte dal ventesimo secolo e prosegue nel ventunesimo secolo, respira la schiavitù, quella vecchia e quella nuova. La schiavitù che resta ancora l’unica forma di relazione di quello che viene nominato sistema di sviluppo. L’Ile Seguin (luogo dove è stato girato il film, nella periferia sud di Parigi), l’isola dove si trovava il centro produttivo della Renault, dopo anni e anni di dibattiti su quale trasformazione dovesse subire, diventa ora l’isola dell’arte e della scienza con annesso un complesso di costruzioni per un quartiere residenziale, per nuove famiglie del nuovo ciclo produttivo. Accade, come in tutte le nostrecittà occidentali, che nei rivolgimenti della produzione capitalistica le città si ripuliscano delle fabbriche per spostarle in altri emicicli. Quel luogo, catapultato nella nuova dimensione immateriale, un luogo carico di sofferenza, di lotte e contrasti, è protagonista di un mutamento e la geografia urbana cambia. Ora però nascono quartieri residenziali della scienza e dell’arte, con famiglie che i manifesti promozionali mostrano come perfette, ideali. Ma nonostante questo nuovo abito patinato, nonostante il cemento che cerca di seppellire la sofferenza e il sangue di chi ha abitato quei luoghi, il dolore continua a incombere a margine della città di oggi. Infatti, come davanti ai cancelli di Auschwitz, “il lavoro rendeva liberi”, anche per gli operai della Renault non c’era altra scelta se non morire di lavoro.

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Politica e rifiuti

mercoledì, febbraio 24th, 2010

Dario Minervini
Politica e rifiuti
Connessioni socio-tecniche nella “governance” dell’ambiente

Le scienze sociali dedicano oggi particolare attenzione alla questione ambientale e sono caratterizzate dalla ibridazione di diverse discipline – scienza politica, sociologia, geografia sociale, antropologia – oltre che da una costante innovazione teorico-concettuale.
Utilizzando l’Actor-Network Theory, un approccio in grado di rilevare la governance ambientale come processo di associazione di soggetti eterogenei quali attori sociali, tecnologie e risorse naturali, si è analizzata la vicenda decisionale dell’impianto di termodistruzione/incenerimento di rifiuti “Fenice” di Melfi (Pz). L’inserimento delle questioni ambientali nella politica disegna scenari in cui il potere di decidere si dissemina in negoziazioni che si definiscono nella pratica. Ne consegue che il perseguimento degli obiettivi di policy dipende dalle dinamiche di formazione e stabilizzazione delle coalizioni e dal superamento di alcune criticità del sistema di governance nelle politiche sui rifiuti.

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Visioni del mondo sulla economia in crisi

giovedì, febbraio 4th, 2010

di Gennaro Persico

Lo spunto di questa breve riflessione è la due giorni organizzata da Emiliano Brancaccio all’Università di Siena, con il patrocinio della Fondazione Montepaschi. Tema della due giorni: la crisi economica globale. Hanno dato il loro contributo decine di economisti (Riccardo Bellofiore, Joseph Halevi, Aldo Barba, Massimo Pivetti, Stefano Perri e altri) appartenenti a visioni anche distanti tra di loro. La summa dei vari interventi è sintetizzata brillantemente da Francesco Piccioni, che su “il manifesto” del 31 gennaio scorso ha dedicato un articolo a questo convegno: «l’attuale crisi è sistemica, di lunga durata, strutturale, “costituente” in qualche modo un nuovo ordine economico mondiale e forse persino di un altro modello economico». Si tratta, a mio avviso, di un monito importante, soprattutto a fronte della “categoria” che è arrivata a formulare questo tipo di “enunciato”: della variegata costellazione di “visioni del mondo” che formano il programma di ricerca denominato Scienze Sociali, l’economia è, senza alcuna ombra di dubbio, tra le più “conservatrici”; ciò sta quindi forse a significare che l’attuale congiuntura è di difficile interpretazione proprio perché gli strumenti che abbiamo a disposizione per formulare analisi ed inferenze sono oramai obsoleti. Questo dubbio si tramuta sempre più in una sinistra certezza quando prendiamo in esame alcuni interventi degli studiosi che hanno partecipato a questo incontro. Read more

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Evviva il populismo e la libertà

sabato, dicembre 26th, 2009

di Tommaso Ederoclite

All’insegna dell’inciucio e del disgelo vanno lentamente chiudendosi le attività politiche del 2009. Il perdono a Tartaglia e la telefonata al presidente del Consiglio dominano la scena della cronaca politica di questi ultimi giorni, almeno per quanto riguarda l’agenda setting dei quotidiani nazionali. Ma basta fare una piccola ricerca che sovrappone dichiarazioni, mozioni e sondaggi ed ecco che appare sullo sfondo di questo dialogo politico di fine anno una complessa quanto mai celata situazione da “nastro di partenza” di una battaglia politica feroce che si scaneterà nel 2010.
In particolare, vorrei ragionare su tre questioni politiche. La prima locale e che riguarda la mozione di sfiducia del sindaco Iervolino, passata mediaticamente in sordina. La seconda regionale e vede in Emiliano e Vendola i protagonisti della soap politica “Questione Puglia”. La terza si posa su Ferrero e le dichiarazioni di chiusura 2009 rivolte alla coalizione di centro sinistra e in particolare all’UDC di Casini.
Cominciamo con quello che è accaduto al comune di Napoli qualche giorno fa. Read more

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Le 10 dichiarazioni politiche del 2009 scelte da Politicaonline

sabato, dicembre 19th, 2009

Qualcuno l’ha chiamata “Dichiarazia“, altri “Comunicrazia“, qualcuno lo fa per professione, altri perchè è l’unico metodo per poter occupare la scena mediatica. Eppure i sound-bites, la dichiarazione ad effetto, la boutade politica sono ormai il pane quotidiano di qualsiasi lettore delle news politiche. Negli ultimi mesi poi l’effetto si è addirittura allargato fino a inondare anche le pagine dei social network, tanto amati e tanto odiati in questi giorni. Sempre più brevi, sempre più provocatorie, sempre più studiate, sempre più discusse e dibattute le “dichiarazioni” sono ormai i topic delle agende politiche dei quotidiani e disegnano i frames entro i quali dirigere le proprie riflessioni. Siano essi i bar o le reti sociali virtuali, siano esse le discussioni domenicali di famiglia o quelle fatte nelle trasmissioni televisive devote alla cronaca politica la dichiarazione diviene sempre di più espressione dell’esserci in politica. Read more

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Territori SUDati – Convegno sul Mezzogiorno

venerdì, dicembre 4th, 2009
SudatiSi tratta di un convegno sui nuovi temi della questione meridionale. L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di costruzione di un manifesto politico della sinistra alternativa sui temi dello sviluppo sociale ed economico del sud Italia.

Discuteremo di: accoglienza e cittadinanza /spazi e tempi / il lavoro, i lavori,la ricerca /le amministrazioni tra lentezza e corruzione / il potere, i poteri, le forme della politica /ambiente e territori / diritti e partecipazione Read more

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Presentazione del volume “Uguale salario per uguale lavoro?”

domenica, novembre 29th, 2009

Il 4 dicembre  si terrà presso il Palazzo Medici Riccardi di Firenze la presentaz07_Marinus van Reymerswaele_Il cambiavalute e sua moglie_Firenze_Museo del Bargelloione del volume Uguale salario per uguale lavoro? Ricerca sui differenziali retributivi tra donne e uomini in Toscana. Il volume, frutto di un lavoro di indagine sugli occupati in Toscana,  propone un percorso interdisciplinare di riflessione sulla parità di genere nel mercato del lavoro e sulle condizioni in cui emergono e si riproducono le discriminazioni di carattere retributivo. L’incontro, organizzato dalle Consigliere di Parità della Regione Toscana, Marina Capponi e Agostina Mancini, prevede gli interventi del senatore Tiziano Treu, delle curatrici Mirella Giannini e Roberta Bortone e  di altre personalità del mondo accademico e politico italiano.

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La Rifondazione Comunista. Asimmetrie di potere e strategie politiche di un partito in movimento

venerdì, novembre 20th, 2009
La Rifondazione ComunistaCon le elezioni del 13 e 14 aprile 2008 i comunisti sono stati espulsi dal Parlamento italiano per la prima volta nella storia repubblicana. Un fatto che costringe la sinistra a ridiscutere la propria strategia in un ambiente politico ostile, dentro una logica di bipolarismo coatto che poco spazio lascia alle forze non allineate, anche grazie a un sistema elettorale che tende a premiare i movimenti centripeti e aggregativi. Il cartello della Sinistra Arcobaleno, come tentativo unitario delle varie forze politiche a sinistra del Partito democratico, subisce una disfatta elettorale. Il Partito della Rifondazione Comunista che aveva scommesso su quell’ipotesi unitaria viene spinto in una discussione sulla linea politica e per la ridefinizione dei gruppi dirigenti. Fabio de Nardis, docente di sociologia politica all’Università del Salento e direttore di Partecipazione e Conflitto la principale rivista italiana di analisi dei fenomeni partecipativi, ripercorre le dinamiche di elaborazione della sconfitta attraverso un’osservazione attenta dello scontro al vertice del Prc in occasione del VII congresso del partito ma anche successivo al deludente risultato della lista comunista e anticapitalista alle Europee del 2009. I risultati della ricerca sono ben sintetizzati nel volume, La Rifondazione Comunista. Asimmetrie di potere e strategie politiche di un partito in movimento, Milano, Franco Angeli, 2009, in cui l’autore descrive con rigore scientifico e linguaggio scorrevole la dialettica interna e i meccanismi di elaborazione strategica di una forza politica che vive la contraddizione storica di rivendicare una cultura di trasformazione radicale della società contemporanea nell’epoca della crisi dei partiti di massa, faticando a fuoriuscire dal gioco conflittuale che si realizza fra tradizione e innovazione.
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Accenti. Quadrimestrale di Scienze Politiche e Sociali

lunedì, novembre 16th, 2009

Dopo l’apertura del portale scienzesociali.org, che da qualche mese cerca di porre all’attenzione delle istituzioni accademiche e del mondo della comunicazione il ruolo dei saperi sociali nella società contemporanea, l’associazione culturale “Accenti” ha deciso di arricchire il suo percorso intellettuale. Nasce così la rivista Accenti – quadrimestrale telematico di scienze politiche e sociali.
Accenti è una rivista interamente gratuita, nata per volontà di un gruppo di dottorandi, oggi dottori di ricerca, che si sono ritrovati in un umido e tardo pomeriggio di novembre a riprendere un discorso iniziato qualche anno prima: il ruolo dei saperi sociali nel nuovo contesto del capitalismo post-fordista, fatto di molteplici precarietà, ancora poco indagate, dove la stessa parola “flessibilità” veniva considerata come pretesto per aprire un dibattito che metteva insieme destini personali ed aspirazione collettiva ad entrare nella sfera pubblica come gruppo innovatore.
Il numero zero della rivista “Accenti” si apre con la sezione Analisi, spazio dedicato alla presentazione dei risultati di ricerca emersi a seguito di indagini sulle realtà sociali e politiche. Segue la sezione Osservazioni, tesa maggiormente a contenere delle riflessioni sulle più recenti tematiche poste al centro del dibattito sociologico e politologico nazionale ed internazionale. Inoltre, un rilievo va posto alla sezione Accenti, un laboratorio collettivo in cui si sperimentano nuovi possibili interrogativi sulla società contemporanea. Non poteva mancare uno spazio dedicato alle recensioni delle ultime novità editoriali.
Vi auguriamo buona lettura, consapevoli che tanta strada va ancora percorsa.

Scarica la rivista

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Saviano, l’appello e la Mondadori

sabato, novembre 14th, 2009

Paese strano il nostro. Se volessimo elencarne i difetti non basterebbero mesi, anni. Dal sistema elettorale ai servizi deviati, dallo svilimento della rappresentatività dei sindacati a quella del parlamento, dalla credibilità dei politici alla criminalità organizzata. Si, la criminalità organizzata. Per me che sono campano, napoletano, è quasi una ossessione. Come lo è stata per Roberto Saviano, giovane scrittore ormai noto alla cronache, che con Gomorra, libro sul potere economico del gruppo camorristico casalese, ha fatto sì che si accendessero luci nuove sulla situazione campana e che anche la casalinga di Voghera e il morettiano pastore abruzzese conoscessero come funziona il sistema culturale ed economico del feroce gruppo criminale casertano. Per questo libro Saviano ha avuto minacce di morte e ora, come in molti sanno, vive sotto scorta. Saviano ha la mia età e vivere a trent’anni con l’ombra della morte è terribile. Saviano ha tutto il mio appoggio, anche non condividendone l’approccio ed essendo critico verso alcuni suoi articoli apparsi su Repubblica, posso però dire di essere solidale verso la sua personale guerra civile. Saviano ha oggi un ruolo culturale e civile importante e che grava sulla sua persona e al quale, purtroppo, ogni giorno deve dare credito. Saviano ha pubblicato il suo testo in più di venti lingue diverse, venduto milioni di copie. Molti nobel si sono mossi per difendere la libertà di parola in Italia e affinché il giovane scrittore venisse protetto adeguatamente dalle minacce di morte ricevute. Read more

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