Posts Tagged ‘ideologia’
Note sul populismo
da “La ragione populista” di Ernesto Laclau, 2008, pp. 13-14
L’ideologia può essere distinta dalla retorica di un’azione politica solo se intendiamo quest’ultima come un mero ornamento linguistico che non veicola in alcun modo il contenuto trasmesso. Questa è l’idea classica di retorica, distinta qui dalla logica. L’equivalente sociologico di ciò che si oppone alla retorica sono allora gli attori sociali concepiti come soggetti che si identificano con interessi ben definiti, negoziati razionalmente con un milieu esterno. Per una simile versione della società, l’immagine di agenti sociali la cui identità sia costruita attorno a simboli populisti non può che essere espressione di irrazionalità. La denigrazione etica è infatti condivisa da gran parte della letteratura sul populismo. Cosa succede, nondimeno, se il campo della logica fallisce nel costruire se stesso come un ordine chiuso, e gli accorgimenti retorici diventano necessari per ottenere tale chiusura? In tal caso, dispositivi retorici come la metafora, la metonimia, la sinnedoche, la catacresi diventano strumenti di una razionalità sociale allargata, e non possiamo più rigettare un’interpellanza ideologica come meramente retorica. Parimenti, non possiamo più mettere da parte con tanta facilità l’imprecisione e la vuotezza dei simboli politici populisti: tutto comincia a dipendere dall’atto performativo che questa vuotezza comunque innesca. (continua…)
Share on FacebookSul capitalismo e del comunismo
di Antonello Plati
Nel processo di ristrutturazione del sistema capitalista, innescato a partire dagli anni ottanta, ha svolto un ruolo di preminente rilevanza la rivoluzione della tecnologia dell’informazione. L’informazionalismo quale prodotto di tale rivoluzione, nel suo sviluppo e nelle sue manifestazioni, è stato adattato alle logiche e agli interessi del cosiddetto capitalismo avanzato, senza però mai divenire vivida espressione di tali interessi. Il sistema alternativo di organizzazione sociale, lo statalismo o collettivismo -alla Bell- ha pagato dazio in tale contesto storico, sociale e geopolitico, non riuscendo nella sua ristrutturazione -nella sua perestroika-. Lo statalismo sovietico fallì nel non riuscire a concretizzare tale transizione, incapace di assimilare lo sviluppo e le manifestazioni della rivoluzione tecnologica. Lo statalismo cinese, invece, mutando in capitalismo (continua…)
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