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Fuori dal «villaggio globale»
di Antonello Plati
Viviamo in un’era permeata, forgiata, condizionata e sempre più gestita secondo i modelli imposti dalla cultura dei media elettrici ed elettronici. Cultura che sempre più assume le caratteristiche di una «cultura computerizzata», convergendo convinta e senza esitazioni verso tale medium multi-mediale (il computer, appunto), che ha assunto nell’ultimo ventennio un ruolo centrale e predominante nelle comunicazioni di massa. Ruolo centrale e predominante accentuato da- e valorizzato in virtù de- la introduzione -prima- e l’affermazione -poi- del world wide web -esaltazione del medium convergente-. Se è vero come è vero che il contenuto di un medium è sempre un altro medium, caratteristica questa comune a tutti i media -illuminazione di mcluhaniana memoria- Internet, quale medium di massa contenuto/messaggio del medium computer, rappresenterebbe una sorta di medium «ombrello», usando qui un termine mutuato dal marketing. Un medium i cui contenuti/messaggi sono rappresentati da tutti quei media di massa -e non- che hanno scritto la storia della comunicazione scandendone i passaggi da un’era all’altra.
Nella visione determinista di McLuhan (fortemente influenzata da e debitrice verso le osservazioni di Innis, debito tra l’altro pienamente riconosciuto dallo stesso McLuhan nella Introduzione a Le tendenze della comunicazione, dove Mcluhan scrisse: «Mi piace considerare il mio libro The Gutenberg Galaxy: The Making of Typographic Man come una nota a piè di pagina alle osservazioni di Innis sul tema delle conseguenze psichiche e sociali prima della scrittura e poi della stampa») non è comunque il contenuto/messaggio ad essere pregnante da un punto di vista analitico; e affermare che (continua…)
Share on FacebookTags: Comunicazione, determinismo tecnologico, mass media, Mcluhan






