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La sociologa e femminista inglese Ann Oakley nasce in Inghilterra nel 1944.

Formazione di Ann Oakley

Molta della formazione di Ann Oakley risente, come molti all’epoca, delle teorizzazioni di alienazione di Karl Marx e della divisione dei ruoli nella famiglia di Parsons. L’autrice, in particolare, rivede la teoria dell’alienazione di Marx, in chiave femminile. È stata docente di sociologia presso l’università di Londra. È anche una scrittrice di diversi best-seller.

L’importanza di Ann Oakley per la sociologia

Con il suo libro, Sex, Gender and Society, la sociologa introduce il termine “genere” nel linguaggio comune. Con il suo primo romanzo, The Men’s Room pubblicato nel 1988, raggiunge la notorietà; successivamente, nel 1991 diventa una famosa serie della BBC con Bill Nighy. Oakley continua nel suo impegno per la causa femminista e gran parte delle sue opere tratta questioni di genere.

Muove i suoi primi passi nella metà degli anni ’70 quando svolge un lavoro pioneristico in uno studio longitudinale sull’esperienza delle donne nel parto, definendo fin da subito la sua linea guida sulla sociologia medica e sulla salute delle donne. Da questo lavoro raccoglie un’enorme quantità di informazione che racconta in due libri, Becoming a mother successivamente ristampato come From here to maternity e Women confined: towards a sociology of childbirth.

Gli studi sul lavoro domestico

La sua ricerca sociologica si focalizza sullo studio degli atteggiamenti delle donne nel lavoro domestico.

Nel 1974 pubblica la sua opera maggiormente riconosciuta The sociology of housework, nel quale la sociologa descrive uno dei primi studi sul lavoro domestico, intervistando un campione di casalinghe londinese tra i venti e i trenta anni, con almeno un figlio sotto i cinque anni. Per la prima volta, si analizza la prospettiva delle casalinghe.

In forte contrasto con la prospettiva parsonsina, secondo la quale vi sia alla base della famiglia nucleare moderna una divisione naturale del lavoro tra uomo e donna, dove quest’ultima è relegata nell’ambito domestico, Oakley sostiene che la gestione della casa dovrebbe essere interpretata come un vero e proprio lavoro e non una naturale estensione del ruolo femminile di moglie.

Un punto di vista controverso in un’epoca in cui le mansioni domestiche non erano ancora considerate “lavoro vero”. Le donne sono costrette a occuparsi delle responsabilità domestiche senza percepire uno stipendio. Si tratta di un’importante forma di sfruttamento, che consente, allo stesso tempo, al capitalismo di funzionare con successo.

L’affermazione di Karl Marx che la forza lavoro maschile è sfruttata negli impieghi retribuiti è applicabile alla condizione femminile nell’ambito domestico e l’ideologia serve a camuffare questo dato di fatto, definendo il lavoro domestico una mansione naturale delle donne che non richiede retribuzione. Tuttavia, Oakley sostiene che il genere e i ruoli di genere dovrebbero essere interpretati come il riflesso dei processi storici e culturali e non come attribuiti biologici.

Marx afferma che, in un sistema basato sulla proprietà privata, gli operai sono soggetti all’alienazione o all’estraneazione dal proprio lavoro, poiché viene loro sottratto il frutto dei propri sforzi. Allo stesso modo, suggerisce Oakley, la maggior parte delle casalinghe non è soddisfatta della propria condizione, poiché non trova nulla di appagante in un lavoro che implica isolamento, monotonia e noia.

Di conseguenza, le casalinghe risentono del basso livello del proprio lavoro e, come gli operai delle fabbriche, considerano la propria attività ripetitiva e una lotta contro il tempo. Gli studi di Oakley rivelano un sentimento di alienazione più frequente tra le intervistate rispetto agli operai delle fabbriche, in parte dovuto al senso di isolamento sociale delle casalinghe, molte delle quali hanno abbandonato la professione retribuita dopo il matrimonio.

Queste donne non hanno alcuna autonomia o controllo: il lavoro domestico impedisce alle donne di realizzare il loro pieno potenziale ed è in diretta opposizione all’autorealizzazione.

I risultati di Oakley rimangono tuttora rilevanti: in studi recenti, condotti da altri studiosi, mostrano come quarant’anni dopo, nonostante abbiano un impiego retribuito, molte donne si occupano ancora di gran parte delle responsabilità domestiche.

Ann Oakley | Sociologa inglese

Giorgia Sciuto

Giorgia Maria Lucia Sciuto, siciliana e classe ’88.

Si avvicina fin da subito al mondo delle scienze sociali, consegue una laurea triennale in Scienze sociologiche presso l’università di Catania nel 2012.

Successivamente, consegue una laurea Magistrale in Scienze criminologiche per l’investigazione e la sicurezza, sempre sotto il comune denominatore della sociologia e della ricerca sociale, presso l’università di Forlì nel 2014.

Sempre appassionata di ricerca, si perfeziona con un Master in Problematiche Giovanili, Criminalità E Bullismo. Da qui muove i suoi primi passi conducendo una ricerca nelle scuole della sua città, Siracusa.

Nasce una collaborazione con un centro di ricerca del territorio e con l’Arma dei Carabinieri per un’attività di sensibilizzazione su tematiche attuali, quali il bullismo e il cyberbullismo. Curiosa nello spirito, ama viaggiare.

Contatti: [email protected]
Ann Oakley | Sociologa inglese

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