Il Manifesto della Sociosofia

Il Manifesto della Sociosofia - Mario Haussmann
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Articolo di Mario Haussmann Già Marx affermava che finora i filosofi hanno analizzato e descritto il mondo, mentre ora è tempo che lo cambino. E questa affermazione calza anche per i sociologi. Infatti la sociologia è una scienza strana, in quanto a differenza di tutte le altre scienze essa si limita a descrivere i problemi, senza intervenire per risolverli. Per ovviare a questa manchevolezza è nata la Sociosofia. Nel neologismo che designa questa nuova scienza il suffisso “-logia” (che ha valenza di “studio”, “trattazione”, “dottrina” o “discorso”) è stato sostituito con “-sofia” (o anche “sophia”), nel più pertinente significato di “intelligenza”, “saggezza” o “sapienza”. La differenza sostanziale fra la sociologia e la Sociosofia consiste dunque nel fatto che la Sociosofia Leggi di Più

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La liquefazione della sfera intima nell’era della tecnologia

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C’era un tempo in cui l’individuo e la sua identità erano privati di ogni forma di autonomia, minacciati dal peso incombente della collettività di cui si era parte.Un individuo di cui emergeva esclusivamente la sfera pubblica, a cui non era consentito percepire bisogni esclusivi e differenti rispetto all’ aggregato di cui faceva parte. Un soggetto che neppure poteva essere definitivo tale, privo di identità, a cui era richiesto un adattamento ed una assimilazione totali al gruppo sociale di appartenenza. Con il tempo, con l’affermazione dell’individualismo, i singoli soggetti hanno conquistato la propria autonomia, riuscendo a percepire sé stessi, come un qualcosa di differente rispetto agli altri. Macchine pensanti, con capacità decisionali, con competenze specifiche, con idee formulate attraverso un percorso Leggi di Più

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La categorizzazione sociale come strategia di sopravvivenza

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C’era un tempo in cui l’individuo e la sua identità erano privati di ogni forma di autonomia, minacciati dal peso incombente della collettività di cui si era parte.Un individuo di cui emergeva esclusivamente la sfera pubblica, a cui non era consentito percepire bisogni esclusivi e differenti rispetto all’ aggregato di cui faceva parte. Un soggetto che neppure poteva essere definitivo tale, privo di identità, a cui era richiesto un adattamento ed una assimilazione totali al gruppo sociale di appartenenza. Con il tempo, con l’affermazione dell’individualismo, i singoli soggetti hanno conquistato la propria autonomia, riuscendo a percepire sé stessi, come un qualcosa di differente rispetto agli altri. Macchine pensanti, con capacità decisionali, con competenze specifiche, con idee formulate attraverso un percorso Leggi di Più

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La popolarità al tempo del Web

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Vi siete mai chiesti che cosa sia la popolarità e che cosa comporti? La popolarità si subodora fin dalle scuole elementari, e cambia con il tempo, come cambiamo noi. All’inizio è popolare chi è un duro: i maschietti iniziano a produrre testosterone in quantità, e chi è capace di dimostrare di produrne più degli altri diventa popolare. Il bulletto, quando si è piccoli, è popolare. Poi il suo appellativo cambia da “figo” ad “arrogante” i bambini diventano uomini e si cresce cambiando le nostre scale di valori. Ma alcune cose non cambiano: essere popolari è bello e fa comodo. Al tempo della Rete, in cui tutto è “messo in piazza” ed in cui il seguito raggiungibile è potenzialmente illimitato, la Leggi di Più

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Presa della Bastiglia – Rivoluzione francese

Presa della Bastiglia
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Rivoluzione francese: la Presa della Bastiglia di Paolo Gerolla La Presa della Bastiglia – Inquadramento storico Un evento importante come la presa della Bastiglia va inquadrato storicamente per comprenderne appieno cause e ragioni. Gli sperperi della corte e le gravose spese sostenute per le guerre dinastiche e di prestigio, avevano gravemente dissestato le finanze dello Stato francese. Per porre rimedio a questa situazione, Luigi XVI assegnò il ministero delle finanze a Anne Robert Jacques Turgot, barone di Laulne, un insigne economista, che venne però licenziato poco tempo dopo la sua nomina per aver osato proporre la diminuzione delle spese della corte. Il suo successore, il banchiere svizzero Jacques Necker, tentò di evitare la bancarotta dello Stato ricorrendo ad una politica Leggi di Più

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Riabilitazione della filosofia pratica ed etica del discorso

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« Grazie al principio dell’amore reciproco gli uomini sono destinati ad avvicinarsi l’un l’altro continuamente, e grazie al rispetto, che essi si debbono vicendevolmente, a tenersi a una certa distanza l’uno dall’altro; e se mai una di queste due grandi forze morali venisse a mancare, allora ‘il nulla dell’immoralità inghiottirebbe nelle sue fauci l’intiero regno degli esseri (morali), come una goccia d’acqua » I. Kant, Metafisica dei costumi« Lo scandalo è la mera esistenza dell’altro. Ogni altro “occupa troppo posto” e va ricacciato nei suoi limiti che sono quelli del terrore illimitato » M. Horkheimer – T. W. Adorno, Dialettica dell’illuminismo La crisi di quei potenti sistemi concettuali, come lo strutturalismo ed il marxismo, che hanno tentato di pensare il Leggi di Più

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Teoria della gerarchia dei bisogni

Teoria della gerarchia dei bisogni
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Sulla teoria della gerarchia dei bisogni Abraham Maslow è stato uno psicologo statunitense, ed è rimasto famoso per la teoria della gerarchia dei bisogni. Dal 1951 al 1969 fu a capo del dipartimento di Psicologia dell’Università Brandeis, a Waltham nel Massachusetts. Gli esperimenti di Mayo, che mise le basi alla sociologia industriale, misero in evidenza l’importanza dei fattori psicologici sul lavoro rispetto a quelli meramente economici e come la pressione sociale potesse influenzare la performance. L’attenzione si spostò sull’individuazione dei bisogni individuali e sulla loro persistenza all’interno dei contesti lavorativi. Maslow si occupò di processi motivazionali ed elaborò la sua teoria sulla gerarchia dei bisogni. Per Maslow la sorgente della motivazione va ricercata in specifici bisogni posti in rapporto gerarchico. Leggi di Più

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